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Legge sulle epidemie: con la revisione si rafforza la lotta contro le antibiotico-resistenze

09.03.2026 - Le resistenze antimicrobiche rappresentano una sfida sempre più impegnativa per la salute pubblica. La revisione della legge sulle epidemie (LEp) attualmente in corso rafforza la sorveglianza. Inoltre, crea basi vincolanti per la prevenzione della comparsa e della diffusione di agenti patogeni resistenti nonché per la lotta contro di essi.

Nel 2016 il Consiglio federale ha adottato la Strategia svizzera contro le resistenze agli antibiotici (StAR), poi concretizzata nel 2024 con il piano d’azione One Health 2024–2027. Quest’ultimo mira a favorire un impiego appropriato degli antibiotici come pure a limitare la comparsa e la diffusione delle antibiotico-resistenze. Uno dei principali ambiti d’intervento della strategia consiste nell’adeguamento delle condizioni quadro legali per garantire il raggiungimento di questi obiettivi nel lungo periodo. Con la revisione della LEp verranno quindi sanciti provvedimenti vincolanti in materia di prevenzione e sorveglianza, nonché per promuovere un uso e uno sviluppo più mirati di antibiotici. Di seguito sono riportati i singoli provvedimenti proposti.

Dichiarazione del consumo di antimicrobici

La LEp rivista punta a rafforzare la sorveglianza del consumo di antibiotici nel settore stazionario e ambulatoriale (art. 13a).

In base alle nuove disposizioni, gli ospedali devono dichiarare il consumo di antimicrobici. Finora ciò avveniva su base volontaria tramite il Centro svizzero per le antibiotico-resistenze ANRESIS, che oltre alle resistenze registra anche il consumo di antibiotici e invia regolarmente agli ospedali una valutazione sull’andamento della prassi prescrittiva per questi medicamenti. Tale sorveglianza è una componente fondamentale dei cosiddetti programmi di antimicrobial stewardship, con i quali gli ospedali possono migliorare il loro impiego di antibiotici.

Per evitare oneri amministrativi supplementari, nel settore ambulatoriale non è invece previsto alcun obbligo diretto di dichiarazione per i medici, e il consumo viene sorvegliato tramite i dati forniti dagli assicuratori-malattie. Su questa base, gli studi medici ricevono regolarmente una valutazione individuale confidenziale sul loro consumo di antibiotici e un benchmarking (confronto), strumenti che consentono loro di verificare la prassi prescrittiva e, se del caso, di adeguarla autonomamente. I dati rimangono confidenziali. Di conseguenza, le autorità cantonali a cui compete la vigilanza di polizia sanitaria non possono adottare provvedimenti nei confronti di singoli medici sulla base di questi dati. Le informazioni possono tuttavia essere utilizzate in forma aggregata e anonimizzata per scopi di ricerca nonché per la gestione e lo sviluppo dei provvedimenti nell’ambito della StAR.

Prevenzione delle resistenze antimicrobiche

Sono altresì previsti provvedimenti volti a prevenire infezioni causate da agenti patogeni resistenti. Se la salute dei pazienti o del personale è messa in pericolo da resistenze antimicrobiche oppure la qualità delle cure è notevolmente compromessa, ora il Consiglio federale può prevedere provvedimenti aggiuntivi (art. 19a). La legge propone le seguenti prescrizioni supplementari per gli ospedali e altre istituzioni del settore sanitario:

  • Screening: le istituzioni del settore sanitario devono introdurre e attuare direttive proprie sull’analisi sistematica di agenti patogeni resistenti. L’obiettivo è di ridurre il rischio che negli ospedali siano introdotti germi resistenti. Le direttive definiscono quali gruppi a rischio vanno sottoposti a test e quali provvedimenti occorre prendere in caso di referto positivo. Per elaborare le direttive, le istituzioni sanitarie possono basarsi sulle raccomandazioni nazionali di Swissnoso relative alla prevenzione e al controllo degli agenti patogeni multiresistenti. Rilevamenti attuali mostrano che al momento gli ospedali non sottopongono i pazienti a uno screening sistematico all’ammissione, come dovrebbe avvenire in base alle raccomandazioni. Qualora l’implementazione delle direttive locali in materia di screening si rivelasse inadeguata, il Consiglio federale può prescrivere screening obbligatori per determinati pazienti a rischio o agenti patogeni.
  • Informazioni sulle resistenze in caso di trasferimento di un paziente: in caso di trasferimento, prima dell’arrivo del paziente l’istituzione di accoglienza dev’essere informata in merito alla sospetta o effettiva colonizzazione da parte di agenti patogeni resistenti.

Inoltre, l’articolo 19a conferisce al Consiglio federale la facoltà di introdurre obblighi aggiuntivi qualora i provvedimenti della Strategia StAR volti a migliorare l’uso appropriato degli antibiotici si rivelassero insufficienti. Ad esempio, gli ospedali potrebbero essere tenuti a introdurre programmi di stewardship per un impiego mirato degli antibiotici. Il Consiglio federale può altresì limitare nel tempo l’uso di determinati antimicrobici o subordinarlo a oneri per assicurarne l’efficacia. Ciò riguarda in particolare i nuovi antibiotici e quelli di riserva.

Sviluppo e disponibilità di nuovi antibiotici

L’aumento delle resistenze antimicrobiche va ad annullare l’effetto di molte sostanze. Al contempo, le aziende hanno poco interesse a immettere sul mercato nuovi antibiotici e altri antimicrobici, che dovendo essere impiegati in modo parsimonioso e spesso solo per breve tempo hanno una redditività modesta. A livello mondiale vi è pertanto un urgente bisogno di intervenire per porre rimedio a questo fallimento del mercato nell’ambito degli antibiotici. Gli articoli 50a e 51a della LEp rivista creano nuove basi giuridiche per promuovere in maniera mirata lo sviluppo e la disponibilità di nuovi antimicrobici e migliorare così il trattamento della popolazione svizzera in caso di infezioni resistenti.

L’articolo 50a consente al Consiglio federale di concedere contributi a organizzazioni e istituzioni internazionali operanti nell’ambito della salute globale. Questi sono erogati sotto forma di incentivi «push» volti a promuovere la ricerca e lo sviluppo di antimicrobici dalle prime fasi della ricerca fino ai test clinici. Lo scopo è innanzitutto permettere lo sviluppo di nuovi antibiotici o facilitarlo in maniera significativa. Nel campo dello sviluppo di antibiotici, spesso questi compiti sono svolti da partenariati internazionali per lo sviluppo di prodotti come GARDP o CARB-X, ai quali sono destinati i contributi. Gli incentivi «push» possono favorire soprattutto gli antibiotici innovativi (p. es. basati su nuovi meccanismi di azione), in quanto il loro sviluppo è associato a rischi più elevati.

L’articolo 51a mira ad affrontare l’attuale fallimento del mercato nell’ambito degli antimicrobici e prevede la creazione di incentivi «pull». In virtù del modello ad abbonamento proposto, ad esempio, le imprese che mettono a disposizione nuovi antimicrobici con proprietà predefinite possono beneficiare di un importo forfettario annuale. In tal modo i proventi dell’impresa non dipendono dalla frequenza d’uso del medicamento e ciò favorisce l’impiego parsimonioso. La condizione è che il medicamento sia omologato in Svizzera e che sia efficace contro gli agenti patogeni resistenti prioritari. Inoltre, l’antimicrobico deve essere sempre disponibile. Gli incentivi «pull» garantiscono quindi anche l’approvvigionamento con questi nuovi principi attivi.

Approccio One Health per la sorveglianza delle resistenze

La salute dell’essere umano, quella degli animali e quella dell’ambiente sono strettamente correlate. Ciò risulta evidente in particolare nell’individuazione e nella sorveglianza degli agenti patogeni, che possono trasmettersi ad esempio da un animale o da una derrata alimentare all’essere umano, così come nell’ambito delle antibiotico-resistenze. La revisione della LEp crea dunque una base giuridica per un sistema nazionale d’informazione nel quale possano essere immessi e analizzati i risultati del sequenziamento genetico di agenti patogeni nei settori essere umano, animale e ambiente (art. 15ac e 60c).

Le informazioni genomiche consentono ad autorità e ricercatori non solo di tracciare meglio e combattere in maniera più mirata i focolai, bensì anche di identificare meglio le vie di trasmissione delle resistenze agli antibiotici all’interno e tra i settori essere umano, animale e ambiente.

Deliberazione in Parlamento

È probabile che nel prossimo futuro la «pandemia silenziosa» delle resistenze antimicrobiche resterà una minaccia per i sistemi sanitari di tutto il mondo. La revisione della LEp intende quindi rafforzare a lungo termine i provvedimenti in ambito di prevenzione, sorveglianza e lotta in relazione a questa problematica in Svizzera. Nella sua seduta del 20 agosto 2025 il Consiglio federale ha trasmesso il messaggio concernente la revisione della legge al Parlamento. Quest’ultimo delibererà in merito nel corso del 2026 e deciderà se la legge entrerà in vigore in questa forma.

Ulteriori informazioni

Revisione della legge sulle epidemie

La legge sulle epidemie (LEp) disciplina come e da chi sono individuate, sorvegliate, prevenute e combattute le malattie trasmissibili. L’attuale revisione tiene conto degli insegnamenti tratti dalla pandemia di COVID-19 e intende garantire che la Svizzera sia adeguatamente preparata a gestire future crisi sanitarie, tra l’altro prevenendo e combattendo meglio le resistenze agli antibiotici.

Disegno legge federale

Legge federale sulla lotta contro le malattie trasmissibilidell’essere umano

Messaggio

Messaggio concernente la modifica della legge sulle epidemie