La Svizzera si impegna a tutelare le lingue regionali o minoritarie
Berna, 09.09.2026 — Durante la seduta del 9 settembre 2026, il Consiglio federale ha approvato il nono rapporto della Svizzera sull’applicazione della Carta europea delle lingue regionali o minoritarie del Consiglio d’Europa. La relazione copre il periodo dal 2022 al 2025 ed evidenzia in particolare l’intensificarsi del sostegno a favore dell’italiano, del romancio e delle iniziative volte a promuovere la diversità linguistica in Svizzera.
La Carta europea delle lingue regionali o minoritarie è uno strumento del Consiglio d’Europa volto a preservare le lingue tradizionali delle comunità regionali e minoritarie nonché a promuovere la diversità linguistica e culturale in Europa. La Svizzera l’ha ratificata nel 1997 e messa in vigore nel 1998. Il nono rapporto sull’applicazione della Carta testimonia l’importanza che la Svizzera attribuisce al plurilinguismo e alla diversità linguistica.
Sostegno dell’italiano e del romancio al di fuori dei territori d’origine
Dal 2016 la Confederazione sostiene progetti pilota a favore della diaspora italofona e, dal 2020, anche di quella romanciofona. La promozione di queste due lingue al di fuori dei territori in cui sono tradizionalmente parlate è stata sancita nella legge sulle lingue (LLing; RS 441.1) nel 2024 e si è concretizzata con l’entrata in vigore, il 1° gennaio 2026, della modifica dell’ordinanza sulle lingue (OLing; RS 441.11). In questo modo la Confederazione ha dato seguito alla raccomandazione espressa nel 2022 dal Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa, che invitava ad adottare ulteriori misure per promuovere l’uso dell’italiano e del romancio nella vita economica e sociale.
La nuova base legale consente in particolare di sostenere progetti culturali e di sensibilizzazione per bambini e giovani, nonché progetti volti a mantenere e rafforzare le competenze linguistiche e culturali delle persone di lingua italiana e romancia che vivono al di fuori delle regioni linguistiche d’origine.
Vivere e valorizzare il plurilinguismo
Dal 2018, il francoprovenzale e il francocontese sono riconosciuti come parte del patrimonio linguistico della Svizzera. Il rapporto sull’applicazione della Carta illustra le misure adottate per valorizzare questi due idiomi, in particolare attraverso la piattaforma digitale Patois Romands (patoisromands.ch), un progetto promosso da diversi Cantoni.
Il documento contiene anche un resoconto delle iniziative avviate al di là dell’ambito specifico della Carta per promuovere l’apprendimento e la pratica delle lingue nazionali. Tra queste figurano le attività sostenute dalla fondazione Movetia: gli scambi in ambito scolastico sono in aumento e nel 2025 hanno coinvolto ben 21 095 allievi, mentre la Settimana nazionale dello scambio, organizzata in collaborazione con i Cantoni, ha registrato nello stesso anno un vero e proprio record, con la partecipazione di oltre 4600 giovani.
Il rapporto illustra infine le misure adottate a sostegno dell’insegnamento delle lingue e delle culture d’origine per le persone con passato migratorio. Dal 2011 a oggi la Confederazione ha sostenuto 74 progetti volti a potenziare la formazione degli insegnanti, a sviluppare il materiale didattico e a promuovere nuovi modelli di insegnamento.